27 marzo 2012
Il seme della Parola
Martedì della V settimana di Quaresima
Nm 21,4-9 Sal 101 Gv 8,21-30
Avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono
Il seme della Parola ha bisogno di germogliare nel nostro cuore. Se, però trova terreno fertile. Ovvero un cuore disposto ad accoglierla non come parola di uomini ma come Parola che esce dalla bocca di Dio per la nostra salvezza.
È necessario un serio dialogo con Lui che cresca nella costanza del quotidiano, come un normale rapporto di amicizia. Si cresce nell’incontro che permette conoscenza reciproca.
Il segno del’amicizia che Dio vuole offrirci è l’immolazione del Figlio sulla croce. L’unico sacrificio che può eliminare il peccato. Per questo il Padre lo ha mandato. Se guardiamo a Lui e seguiamo i suoi insegnamenti, potremmo percorrere la via della salvezza e della vera felicità.
Egli è la Parola incarnata che si fa storia. È accanto a noi. E con noi diventa continuo rendimento di grazie a Dio Padre che ci ha creati e redenti. Egli per primo nella sua vita terrena coltiva un rapporto intimo e confidenziale con il Padre. Per amore.
Anche noi dovremmo innamorarci di un Dio così premuroso che non ci abbandona alla nostra sorte ma è accanto a noi per risollevarci al tempo opportuno.
Così la nostra preghiera con il salmo 101:
Signore, ascolta la mia preghiera,
a te giunga il mio grido di aiuto.
Non nascondermi il tuo volto
nel giorno in cui sono nell'angoscia.
Tendi verso di me l'orecchio,
quando t'invoco, presto, rispondimi!
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24 marzo 2012
Dio salverà
Sabato della IV settimana di Quaresima
Ger 11,18-20 Sal 7 Gv 7,40-53
Il Cristo viene forse dalla Galilea?
Dio è il giudice giusto che agisce non secondo le apparenze ma in base al cuore.
Anche se altri ci accusano, in Lui deve sempre essere il nostro rifugio. Ed egli ci tirerà fuori dalle tempeste e suggerirà le parole giuste per difendere il nostro comportamento.
Gesù stesso, infatti, parla bene e la gente riconosce la sua autorità. Come di un maestro che prima crede ed agisce e poi parla.
Il supplizio della croce è, appunto, un atto di suprema obbedienza al Padre che lo ha mandato e con il quale è in comunione. L’amore per l’umanità è la parola “chiave” di questo progetto di salvezza.
Dio non ci ha abbandonati alla morte. Dandoci suo Figlio ci permette tornare alla nostra casa, dalla quale siamo venuti. Il peccato, purtroppo, sempre devia ed indica strade diverse.
La nostra fede, al contrario, non illude: senza croce e sofferenza non può esserci resurrezione di salvezza. È la strada del rinnegamento di noi stessi per abbandonarci completamente a Dio ed al suo volere.
Egli è anche per noi un padre che non ci abbandona alla nostra sorte. Dobbiamo crederci e sperare che dopo la scena di questo mondo ci sarà la gioia piena e duratura della comunione con Dio. L’unica che sazia sul serio.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio con cuore integro e buono e producono frutto con perseveranza, afferma il versetto alleluiatico di oggi.
Noi vogliamo essere, come il Cristo, tra questi beati.
07:00 Scritto da: vioroma in omelie feriali | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: croce, beati, parola, giustizia, quaresima | OKNOtizie |
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15 marzo 2012
Ascolto
III Settimana del Tempo di Quaresima
Ger 7, 23-28; Sal.94; Lc 11, 14-23
Chi non è con me è contro di me
Chi non ascolta la Parola e non si apre alla lode, è come un muto. Non sa cosa dire perché non ha nulla da dire. È bloccato dall’egoismo.
Nel vangelo di oggi, Gesù guarisce appunto un muto. Gli dona la parola, quella toltagli da un male causato da uno spirito immondo.
Questi demoni vogliono, infatti, che l’uomo si allontani da Dio e non pronunci testimonianza di vita e di comunione. Chi non parla non può interagire con gli altri perché chiuso in se stesso.
Dio, invece, vuole per noi una vita fatta di relazione e comunione con i fratelli. Questo con il dono della sua resurrezione che sempre ci risolleva dal male.
Noi, però, dobbiamo porci nell’atteggiamento dell’ascolto, per cogliere nel discernimento ciò che Dio ci chiede nelle concrete situazioni della vita.
Ce lo ricorda Geremia, nella prima lettura. Egli rimprovera il popolo ebraico di non ascoltare la voce di Dio e per questo di essere uno smemorato, dimenticando il prodigio della liberazione dalla schiavitù egiziana, che il Signore ha operato.
L’ascolto della Parola apre alla lode proprio perché purifica il nostro cuore dagli attaccamenti terreni, che rendono smemorati nei riguardi di tanti prodigi che avengono in noi a attorno a noi.
Se ascoltaste oggi la sua voce!Cogliamo dunque questo invito del salmista (dal salmo 94) e apriamo il nostro cuore alla voce di Dio, per permettergli di guarirci e risollevarci. E vivere così la nostra Pasqua.
11:07 Scritto da: vioroma in omelie feriali | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: ascolto, parola, discernimento, egoismo, amore, quaresima | OKNOtizie |
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