09 marzo 2012
Prodigio
II Settimana del Tempo di Quaresima
Gen 37, 3-4. 12-13. 17-28; Sal.104; Mt 21, 33-43. 45
Costui è l’erede. Su, uccidiamolo!
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”
Nel vangelo di oggi Gesù applica a sé questa parola della Scrittura.
Egli, infatti, non è stato riconosciuto come il Figlio di Dio; anzi è stato condannato a morte. Scartato dal mondo di allora, come spesso accade oggi.
Ma da questo rifiuto Dio Padre ha operato un grande prodigio: ha risorto Gesù dai morti dandogli il potere definitivo sulla morte, sul peccato e sul male. Così il regno di Dio è giunto a compimento.
Noi lo abbiamo abbracciato sin dal battesimo. Riconosciamo che questa pietra gettata via è il Messia atteso dalle genti. Che è risorto dai morti per aprirci la strada della vita eterna.
La sorte di Gesù è simile a quella di Giuseppe il venduto, di cui narra la prima lettura odierna, tratta dalla Genesi.
Ultimo di sette fratelli, è da questi ultimi venduto a dei mercanti per invidia. Al padre ne è dichiarata la scomparsa.
Tuttavia Giuseppe il venduto si trova in Egitto e, grazie a dei doni che il Signore gli ha fatto, diviene amministratore e consigliere dell’imperatore. Addirittura salva l’Egitto da un periodo di carestia.
Nella nostra vita di cristiani può capitare la stessa cosa.
Possiamo, infatti, anche noi essere “scartati” per la nostra fede e per le scelte che essa comporta.
La nostra sorte, tuttavia, sarà simile a quella di Giuseppe e di Gesù.
Al tempo opportuno Dio farà giustizia, ci farà risorgere dalle situazioni negative e ci riporterà alla nostra originaria vocazione che è quella di lodarlo in eterno.
10:29 Scritto da: vioroma in omelie feriali | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pietra, gesù, fede, giuseppe, egitto, quaresima | OKNOtizie |
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07 marzo 2012
Primo posto
II Settimana del Tempo di Quaresima
Ger 18,18-20; Sal.30; Mt 20, 17-28
Lo condanneranno a morte
Il bene che ci proponiamo di compiere è ostacolato da chi non lo condivide e segue altre vie; ma non dobbiamo temere la sconfitta, perché il Signore è alla nostra destra, ci sostiene e ci libererà dai nemici. La vita è nelle sue mani.
La nostra collaborazione richiede la fede in Lui ed un cuore convertito alla sua volontà.
Egli non segue la logica di questo mondo. Il suo regno è diverso da quello dei potenti. In esso il primo posto ce l’hanno gli ultimi, chi si fa più piccolo di tutti, nell’umiltà e nel nascondimento.
Questi sono i grandi nel regno di Dio: chi rinnega se stesso e prende la propria croce e quella degli altri, in attesa della resurrezione.
La raccomandazione da chiedere a Gesù non è, dunque, quella dei primi posti. Essa deve riguardare la grazia di primeggiare nel servizio ai fratelli senza farsi notare da nessuno. Questo è il primo posto che Egli è disposto a concederci.
Difficile accoglierlo.
Infatti, desideriamo il successo, i primi posti, il rispetto degli altri. Cose inconciliabili con il regno di Dio, dove primeggia l’amore oblativo.
Chiediamo, perciò, la conversione del cuore: la forza di essere perseveranti nella persecuzione di chi non la pensa come noi e non condivide il Vangelo.
Farsi ultimi tra gli ultimi è, appunto, una grazia di Dio.
Egli sicuramente la concederà al nostro cuore affannato. In cambio avremo gioia e felicità, segno della vita nuova del Risorto che durerà in eterno.
00:59 Scritto da: vioroma in omelie feriali | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: regno, posto, umiltà, ultimi, fede | OKNOtizie |
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04 marzo 2012
Cammino in salita
II Domenica del Tempo di Quaresima
Gn 22, 1-2. 9. 10-13. 15-18; Sal.115; Rm 8, 31-34; Mc 9, 1-9
Questi è il Figlio mio, l’amato
In questa seconda domenica di Quaresima, Gesù si trasfigura sul monte Tabor. È un anticipo della sua Pasqua. Del giorno in cui il suo corpo torna in vita per sempre e assume il volto splendente della vita eterna.
Con Lui delle figure emblematiche: tre apostoli, Mosè ed Elia.
I tre apostoli sono figura di tutti i discepoli che, come noi, seguono il Cristo. Mosè ed Elia simbolo della legge e dei profeti che trovano compimento nella persona di Gesù, che il Padre indica come il suo Figlio unigenito che occorre ascoltare.
L’episodio avviene su di un monte. La salita è segno della fatica che bisogna fare per seguire sul serio il Maestro, che non propone certo una strada piana, ma in salita, stretta ed irta di spine.
Sono le prove della vita che spesso ci perseguitano, inspiegabilmente.
Così com’è successo ad Abramo, nella prima lettura.
Ha avuto finalmente un figlio, dopo anni di attesa. Ora il Signore gli chiede di immolarlo a Lui. Incomprensibile! Eppure Abramo si fida e si dirige verso il luogo indicato per fare secondo le indicazioni di Dio.
Lì, però, trova un animale da offrire in sacrificio ed il Signore lo elogia per la sua fede, rimasta salda nonostante tutto.
Il nostro cammino è simile. Tante prove, spesso dure, ma da tutte ci libererà il Signore e trasfigurerà la nostra vita.
Se, però, siamo disponibili ad ascoltare la sua voce ed a seguirlo nella via stretta, a volte buia, dell’esistenza.
10:36 Scritto da: vioroma in omelie domenicali | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: quaresima, tabor, trasfigurazione, salita, abramo, fede, cammino | OKNOtizie |
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