17 maggio 2012

Mi vedrete ancora


Giovedì della VI settimana di Pasqua


At 18,1-8   Sal 97   Gv 16,16-20

Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.


Un parlare contraddittorio quello di Cristo: Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete. Che lascia sconvolti gli apostoli. Ma che, tuttavia, mostra la grandezza della sua missione e dell’amore che ha verso il Padre. Egli lo risorgerà dai morti, gli ridonerà la vita eterna che non muore. Quella che Cristo dona a noi mediante lo Spirito Paraclito.

Una grande relazione d’amore quella tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Relazione di cui noi siamo partecipi in virtù del Figlio, che il Padre manda nel mondo per amore nostro, per la nostra salvezza. La quale comincia dal giorno del nostro battesimo.

Abbiamo iniziato in quel dì un cammino di fede nel Risorto che ci porta a vivere l’amore con la comunità alla quale apparteniamo: la chiesa. Se ci amiamo gli uni gli altri, come Cristo ci ama, sperimentiamo l’amore, l’identità divina, e possiamo testimoniarla mettendo gli altri al primo posto, rinnegando l’egoismo.

O Dio, nostro Padre,
che ci hai reso partecipi dei doni della salvezza,
fa' che professiamo con la fede
e testimoniamo con le opere
la gioia della risurrezione.

Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che vive e regna con te nell’unità dello Spirito santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

25 marzo 2012

Nuova alleanza

 

V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)


Ger 31,31-34   Sal 50   Eb 5,7-9   Gv 12,20-33

Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto


L’alleanza che Dio vuole stipulare con il suo popolo è ora eterna grazie al sacrificio di Cristo.

Non più l’offerta di animali o prodotti della natura, come avviene nell’antico testamento, ma il sacrificio di Cristo, come via per accedere al Padre. Non più un Dio lontano, ma una divinità presente nel cuore.

È lì che ascoltiamo la sua voce ed abbiamo impresse le tavole della legge a mo’ di indicazione del cammino da seguire.

In esso prevale la regola d’oro dell’amore. Come Cristo ci ama, così noi siamo chiamati ad accogliere nella carità i nostri fratelli.

In tal mondo, l’alleanza divina è più viva e cresce, sin dal battesimo, quando abbiamo accolto Gesù come il Signore della nostra vita.

Ricordare questo è prepararsi a vivere la Pasqua storica nel suo mistero di morte-risurrezione. Così avviene il passaggio alla nuova alleanza. Nella quale non solo Cristo è l’offerta, ma anche noi intimamente uniti a Lui.

Non dobbiamo temere la sofferenza e la morte perché il Signore ci libererà.

Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso, perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi.

22 marzo 2012

Smemorati


Giovedì della IV settimana di Quaresima

 

Es 32,7-14   Sal 105   Gv 5,31-47

Vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza.


Quando Mosè va sull’Oreb per incontrare il Signore, il popolo, non vedendolo arrivare, si dà ad altri idoli. Costruisce persino un vitello d’oro per adorarlo.

È più semplice credere in un idolo fatto da mani d’uomo che fidarsi del Dio della vita!

Gli ebrei dimenticano i prodigi che Egli ha operato per loro liberandoli dalla schiavitù egiziana.

Mosè, però, continua ad intercedere per il popolo e, nonostante l’ira di Dio, ottiene misericordia. Così il cammino nel deserto riprende e le dieci tavole diventano il punto di riferimento.

Dio non abbandona il suo popolo.

Infatti, oltre Mosè ed i profeti, egli manda suo Figlio per portare a compimento l’alleanza dei dieci comandamenti. Ma neanche Lui è creduto. È addirittura condannato a morte.

Gesù usa parole dure nel vangelo di oggi: non avete in voi l’amore di Dio.

Questo il motivo per cui le persone che il Signore invia non vengono riconosciute. L’uomo è pieno del suo orgoglio e non riesce ad aprirsi all’amore di Dio. Non solo, diventa smemorato, come gli israeliti.

I quali, come ci ricorda il salmo 105, dimenticarono Dio che li aveva salvati, che aveva operato in Egitto cose grandi, meraviglie nella terra di Cam, cose terribili presso il Mar Rosso.

Rischiamo anche noi di essere degli smemorati se non sgombriamo il nostro cuore dall’egoismo ponendoci seriamente in ascolto della Parola. Essa è l’unica che può indicarci la via dell’amore e della vita, al contrario degli idoli di questo mondo, che portano alla rovina.