14 febbraio 2012
Evangelizzazione
San Cirillo, Monaco e Metodio, Vescovo, Patroni d’Europa
At 13,46-49; Sal 116; Lc 10,1-9
santiebeati.it
L’evangelizzazione dell’Europa è dovuta anche ai santi Cirillo e Metodio di cui oggi celebriamo la festa. Hanno annunciato il vangelo soprattutto nelle regioni slave, coniando un codice linguistico detto, appunto, cirillico.
Hanno risposto alla chiamata di seguire il Signore nell’annuncio diretto del Regno ai pagani. Gli Atti degli apostoli, infatti, ci ricordano l’intenzione divina da far conoscere in tutto il mondo il suo amore salvifico, non solo nella regione del popolo ebraico, oggetto della prima rivelazione.
Tutte le nazioni sono chiamate alla salvezza. E salvezza vuol dire anche promozione delle varie culture, dove il vangelo può incarnarsi. Così come è stato per le popolazioni slave, dove Cirillo e Metodio hanno operato. Anche decifrando la lingua del luogo.
Come i settantadue discepoli inviati da Gesù a due a due, questi fratelli insieme hanno cooperano per l’annuncio del regno ai poveri ed ai bisognosi, per i quali Cristo è venuto su questa terra, annunciando una parole si speranza con la sua morte-resurrezione.
Un impegno concreto a favore del mondo per mettere tutti nella condizione di lodare il Signore per le sue meraviglie.
In questo progetto ci siamo anche noi, sin dal giorno del battesimo. Riconosciamo la signoria di Cristo sul peccato e sulla morte; lo abbiamo incontrato in varie situazioni della nostra vita, dove abbiamo sperimentato la sua presenza.
Ora lo annunciamo agli altri con la nostra testimonianza di vita, fedele al vangelo, nel rispetto della dignità di ogni persona, immagine di Dio. Questa è la missione dei santi Cirillo e Metodio; questo è il nostro impegno oggi al quale Gesù ci chiama.
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02 febbraio 2012
Luce delle genti
Presentazione del Signore nel tempio, Candelora
Ml 3, 1-4; Sal 23; Eb 2, 14-18; Lc 2, 22-40
santiebeati.it
La presentazione di Gesù al tempio, è la festa nella quale egli si presenta a noi come il salvatore del mondo e Luce delle genti. Infatti, la chiesa prevede il rito del lucernario prima della celebrazione eucaristica, con la statuetta di Gesù bambino portata in processione.
Proprio per ricordare il giorno in cui Egli è stato presentato a Dio padre nel Tempio di Gerusalemme, come tutti gli ebrei, ed è stato riconosciuto dal vecchio Simeone che come il Messia promesso.
Gesù è appunto venuto sulla terra, per condividere la nostra condizione umana in tutto, fuorché nel peccato, assumendo la morte su di sé per vincerla con la resurrezione ed eliminare il potere di Satana.
Egli è quell’angelo di cui parla il profeta Malachia, angelo che è venuto sulla terra come fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai, per purificarci dalla macchia del peccato.
Gesù è il sommo sacerdote che offre se stesso al Padre per riscattarci dall’atavica schiavitù del peccato e donarci la liberà dei figli di Dio. Libertà da vivere nel dono della grazia che siamo chiamati ad accogliere giorno dopo giorno per far crescere in noi la luce della fede. Mediante la Parola e l’Eucaristia.
Apriamo, allora, i nostri cuori all’incontro con la Luce vera che viene da Dio per donarci il calore del suo amore. La candela che oggi accendiamo ci ricordi il nostro battesimo ed il monito di vivere ogni giorno la chiamata alla santità che Dio ha scritto nei nostri cuori da sempre.
12:21 Scritto da: vioroma in omelie festive | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gesù, presentazione, simeone, pecato, grazia, luce | OKNOtizie |
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25 gennaio 2012
Il converso
Conversione di San Paolo, Apostolo
At 22, 3-16; Sal 116; Mc 16, 15-18
santiebeati.it
«Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli di Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome».
Così dice il Signore di Paolo di Tarso, il grande persecutore, negli Atti degli apostoli. Egli si fida di lui, lo conosce e sa che la diffusione del vangelo può avvenire tramite questo fariseo della scuola di Gamaliele.
Incredibile la sua conversione!
All’improvviso vengono meno tutte le sue sicurezze e non vede più; il potente ha bisogno di aiuto. Sulla via di Damasco il Signore lo acceca con la sua chiamata e gli indica le persone adatte per condurlo alla fede.
Il perseguitato diventa il Signore della sua vita!
Al punto che Paolo inizia a predicare egli stesso il vangelo di Cristo, morto e risorto, a cominciare dalle scuole farisaiche, da cui proviene. Per poi rivolgersi ai gentili, dei quali è definito apostolo, per lo zelo della sua predicazione, che notiamo nelle lettere che ci ha lasciato.
Tutto frutto di un incontro.
Non dovrebbe essere anche per noi così? Se veramente accogliamo Gesù nel cuore, Egli sul serio ci guiderà verso la piena realizzazione di noi stessi. Anzitutto ci donerà la conversione per credere al vangelo e testimoniarlo nella nostra esistenza, come Paolo.
Forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura per sempre, ci ricorda il salmo 116. Questo dovremmo raccontare a tutti, soprattutto a chi è in difficoltà e fa fatica ad incontrare il Signore.
17:22 Scritto da: vioroma in omelie festive | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: paolo, conversione, farisei, gentili, vocazione | OKNOtizie |
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