05 aprile 2012
Gesti d'amore
Es 12,1-8.11-14 Sal 115 1Cor 11,23-26 Gv 13,1-15
Li amò sino alla fine
santiebeati.it
Gesù celebra la sua ultima Pasqua con gli amici più intimi: i dodici apostoli.
Il ricordo della liberazione dalla schiavitù egiziana diventa l’occasione per anticipare la sua Pasqua, che è il passaggio dalla morte alla vita.
Ciò che sempre deve avvenire nella nostra vita.
Così Gesù si sostituisce all’agnello sacrificale ebraico ed offre se stesso nel pane e vino consacrati, i quali diventano cibo di vita eterna per chi vuole seguirlo fino in fondo.
Un cibo che alimenta l’amore vero che viene da Dio e che Gesù dimostra fino all’ultima ora sulla croce.
Questo amore si dimostra nei gesti concreti.
Per questo, Egli per primo si mette a servizio nel gesto simbolico della lavanda dei piedi. Come può il Figlio di Dio mettersi il grembiule e lavare i piedi agli apostoli? È la stessa domanda che si pone Pietro.
Ma Gesù è venuto per servire, non per essere servito, e per benedire tutti coloro che seguiranno la sua strada.
Egli non ci lascia soli. Si offre al Padre ma rimane nell’Eucaristia. Un grande rendimento di grazie che si realizza nel comandamento dell’amore: amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati.
15:20 Scritto da: vioroma in omelie di solennità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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26 marzo 2012
Volontà di Dio
Is 7,10-14; 8,10 Sal 39 Eb 10,4-10 Lc 1,26-38
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce
(Cristo) Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato», cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: «Ecco, io vengo a fare la tua volontà». Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre.
Questa citazione della lettera agli Ebrei esprime la risposta di Gesù alla chiamata del Padre. Egli viene nel mondo per stabilire una nuova alleanza con l’offerta del proprio corpo, immolato sulla croce.
Questo sì di Cristo permette a Dio di ridargli vita con la resurrezione e donarla a noi, che con il peccato avevamo perso la sua amicizia. Un sì che si affianca a quello di Maria, di cui oggi ricordiamo l’annunciazione.
Il sì di Cristo alla volontà del Padre si è appunto concretizzato con il sì di Maria al concepimento per opera dello Spirito Santo, che genera in lei il Figlio di Dio. Insieme a Giuseppe, che abbiamo ricordato la scorsa settimana, questo mistero si fa storia.
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
Questo sì è l’emblema dei tanti sì che occorre dire alla volontà di Dio per realizzare oggi il suo regno di amore. Soprattutto nelle scelte fondamentali della nostra vita dove, veramente, ci giochiamo tutto con Lui e la sua Parola.
«Ecco, io vengo a fare la tua volontà». Che sia questa anche la nostra risposta.
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22 febbraio 2012
Penitenza
Le Ceneri
Gl 2, 12-18; Sal.50; 2 Cor 5, 20 - 6, 2; Mt 6, 1-6. 16-18
santiebeati.it
Il mercoledì delle ceneri segna l’inizio della Quaresima, quaranta giorni che ci preparano alla Pasqua. La festa più importante per noi cristiani; festa che ricorda l’evento della resurrezione dai morti di Gesù.
È un periodo dedicato particolarmente alla penitenza. Essa ha diversi modi nei quali si esprime, in particolare: il digiuno, l’elemosina e la preghiera.
Già oggi siamo chiamati a digiunare e ad astenerci dalle carni. Un grande atto di obbedienza alla chiesa che esprime il desiderio di privarsi di qualcosa per fortificare lo spirito e donare il qualcosa ai bisognosi.
L’elemosina, poi, è un’altra attenzione agli indigenti, verso i quali sono indirizzati i nostri risparmi, frutto di privazioni, ma anche le nostre attenzioni ed il nostro tempo; in particolare nell’ambito dell’educazione alla vita buona del vangelo, come ci ricordano i vescovi.
Infine, la preghiera. Come Gesù nell’orto degli ulivi, essa è la nostra forza nel comprendere e attuare la volontà di Dio, che passa sempre attraverso momenti di sofferenza e di prova. Questo per noi, ma anche per tutto il mondo, bisognoso di trovare pace e concordia.
Tutto ciò siamo invitati a viverlo nel nascondimento e nel silenzio. Perché non dobbiamo attuarlo per l’apparenza, facendoci vedere pii e mesti, ma per il bene dei fratelli per i quali siamo a servizio nel nome di Dio.
Chiediamo, allora, al Signore di farci vivere questi giorni con un costante atteggiamento di conversione del cuore. Purificaci o Signore, saremo più bianchi della neve. Così le nostre buone opere splenderanno dinanzi agli uomini e renderanno gloria a Dio.
10:08 Scritto da: vioroma in omelie di solennità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ceneri, preghiera, elemosina, digiuno, quaresima, resurrezione | OKNOtizie |
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