10 febbraio 2012
Ri-creazione
Santa Scolastica, Vergine
1 Re 11,29-32; 12,19; Sal 80; Mc 7, 31-37
santiebeati.it
«Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
Questa frase, con la quale termina il vangelo odierno, parla della missione di Cristo come Chi riporta l’uomo alla sua condizione originale, prima del peccato di Adamo ed Eva.
Infatti, il miracolo narrato in questa pagina, vede Gesù che con la sua saliva tocca la lingua del sordomuto che gli hanno portato per la guarigione. Poi gli tocca gli orecchi ed alita su di lui.
È lo stesso modo con il quale Dio ha creato l’uomo nella Genesi. L’ha plasmato e poi gli ha dato vita con il soffio dello Spirito.
Con la morte ed il peccato la vita, biologica e spirituale, lascia l’uomo. Per riaverla è necessaria la mediazione di Cristo, che ha vinto la morte ed è nella vita eterna, là dove Dio Padre lo ha riportato.
Il Figlio dell’uomo dona lo Spirito che dà vita affinché l’uomo possa risorgere per la vita eterna e godere per sempre il volto di Dio. Il suo regno non ha fine.
E mentre attendiamo la sua seconda venuta, quando vi saranno la resurrezione dei corpi ed il giudizio universale, su questa terra Egli cammina con noi per donarci il perdono dei peccati ed affiancarci nel nostro cammino da credenti.
Che il suo sostegno ci dia la forza per affrontare le difficoltà; che il nostro cuore sia pronto ad accogliere le sue Parole di vita.
Sull’esempio si santa Scolastica, sorella si san Benedetto, la nostra vita sia consacrata a Dio in ogni gesto, in ogni persona che incontriamo e nei gemiti inesprimibili della nostra preghiera contemplativa.
07:00 Scritto da: vioroma in omelie di memorie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: scolastica, sordomuto, creazione, genesi, resurrezione, peccato, morte, vita | OKNOtizie |
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26 gennaio 2012
Pastori
San Timoteo e Tito, Vescovi
santiebeati.it
La memoria odierna dei santi Timoteo e Tito, ci fa riflettere sul ministero della predicazione diretta del regno di Dio che Gesù ha affidato agli apostoli ed ai settantadue discepoli. La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe, ci ricorda il vangelo.
Un problema sempre esistito. Pochi sono coloro che lasciano tutto per il regno dei cieli. Anche se la chiamata di Dio è sempre presente. L’invito alla preghiera è tenere costante questa esigenza di ministri concreti del vangelo che guidano la messe. Ministri secondo il cuore di Dio.
Dobbiamo renderci conto di questa necessità per la chiesa ed esprimerla con fede a Dio.
Paolo ed i suoi collaboratori, Tito e Timoteo, hanno accolto la fede del vangelo e, ascoltato la chiamata del Signore, hanno seguito le sue vie. Sicuramente grazie alle comunità che li hanno generati alla fede, in base anche a quanto dice Paolo nella seconda lettera a Timoteo: Mi ricordo infatti della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Lòide e tua madre Eunìce, e che ora, ne sono certo, è anche in te.
La fede ha sempre a che fare con valori incarnati nella storia delle persone e delle comunità di appartenenza, dove si respira la carità fraterna. Se si vive la fede non mancano sincere vocazioni al ministero sacerdotale, alla vita religiosa, missionaria e familiare.
Per forza di cose la fede, se vissuta, genera nuove vocazioni per il Regno.
La nostra, dunque, sia una preghiera constante ed incessante al Signore affinché mandi operai per la sua messe per annunciare, col salmo 95, di giorno in giorno la sua salvezza, in mezzo alle genti narrare la sua gloria, a tutti i popoli le sue meraviglie.
20:01 Scritto da: vioroma in omelie di memorie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pastori, timoteo e tito, paolo, messe, operai, preghiera, comunità | OKNOtizie |
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24 gennaio 2012
Fratelli
San Francesco de Sales, Vescovo e Dottore della Chiesa
2 Sam 6, 12-15. 17-19; Sal 23; Mc 3, 31-35
santiebeati.it
Nel regno di Dio una nuova prospettiva avvolge i discepoli di Cristo: essi non sono più fratelli e sorelle secondo la carne ma in una fratellanza universale, dove Dio è l’unico Padre. Non vigono legami di sangue ma vincoli di solidarietà fraterna che spingono alla comunione e al rispetto di tutti.
Gesù considera fratelli, padri e madri chi fa la volontà del Padre, in particolare chi si fa piccolo per riconoscere il primato del suo amore misericordioso.
Lui, il Figlio di Dio, appunto questo testimonia nella sua vita. Rispetta il padre e la madre terreni, ma li riconosce come collaboratori, anch’essi, del progetto di Dio che vede in Lui l’unico mediatore della nostra salvezza.
Proprio il suo sacrificio ci permette di vivere da fratelli per farci ritornare al progetto originario di Dio, dove prevale unicamente la legge dell’amore. In questa, come cristiani in particolare, dobbiamo crescere come forte segno di unità nel professare la fede nell’unico Padre di tutti che ci ha creati per amore.
Dobbiamo lasciarci prendere da quest’afflato divino ed innamorarci della sua presenza, così come è stato per san Francesco di Sales, di cui oggi facciamo memoria.
Egli non si è risparmiato per amore di Dio ed ha fatto di tutto per diffondere il vangelo in un’epoca ostile, quella della Riforma, dove aleggiano forti dubbi e perplessità. Lo si ricorda come una persona severa ma amorevole.
Che il suo esempio possa essere di incitamento anche per noi nel vivere oggi il vangelo e testimoniarlo come fratelli nell’amore vero e misericordioso.
17:01 Scritto da: vioroma in omelie di memorie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fratelli, sorelle, cristo, regno, piccoli, francesco di sales | OKNOtizie |
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