21 febbraio 2012

Discorso aperto


VII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II


Gc 4, 1-10; Sal 54; Mc 9, 30-37

 

Gesù parla apertamente. Egli deve soffrire, essere condannato a morte e risorgere il terzo giorno. Per questo è venuto sulla terra. Chi vuole essere suo discepolo deve seguirlo in questa strada.

Il primo posto va a chi si fa ultimo e servo di tutti, non a chi ambisce i posti di onore senza sporcarsi le mani. La logica del mondo è contraria al vangelo, ci ricorda Giacomo, è induce a chiedere a Dio cose sbagliate.

Il nostro cuore deve essere umile e semplice come quello dei bambini, indicati dal Cristo come il modello per chi vuole seguirlo sul serio. La sua apertura a Dio, scevra dalle screziature dell’egoismo, che lo chiude in se stesso e lo rende come pietra.

Il vero amore passa attraverso le prove della vita e viene purificato dalle passioni che lo legano alla logica della carne, contraria a quanto, invece, suggerisce lo Spirito.

In questo modo ci si avvicina a Dio ed alla sua volontà, che è la salvezza del mondo. Sempre più Egli sottometterà a il nostro cuore alla mediazione del Figlio, che è venuto per donarci la vita vera che dura per sempre.

Ha ragione, allora, il salmista che così recita nel salmo 54:

Affida al Signore il tuo peso
ed egli ti sosterrà,
mai permetterà che il giusto vacilli.

Le prove della vita, a volte molto forti, saranno così ricompensate dalla potenza di Dio, che al tempo opportuno le trasformerà in bene. Questa è la meta del nostro pellegrinare terreno.

I commenti sono chiusi