16 febbraio 2012

Il messia


VI Settimana del Tempo Ordinario - Anno II


Gc 2, 1-9; Sal 33; Mc 8, 27-33


Nella liturgia di oggi Gesù si presenta come il vero messia. Cioè colui che è venuto su questa terra non con la spada o con la sopraffazione ma con l’arma della nonviolenza per compiere fino il fondo la volontà del Padre.

Che è questa: soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.

Un programma difficile da accettare. Pietro per questo rimprovera il Signore, perché lui per primo non ha capito il vero compito del Cristo.

Anche per noi è difficile accettarlo. Tendiamo a credere che la potenza di Dio si manifesti in altro modo. Invece essa è presenta nella logica della croce.

Perciò la domanda è rivolta anche a noi: «Ma voi, chi dite che io sia?». Se è facile professare che egli è il Cristo di Dio, è difficile seguirlo sulla via della croce. La quale Giacomo oggi la traduce nella scelta preferenziale per i poveri. Sono loro che nel regno di Dio hanno il posto di onore. Servire loro è servire Cristo.

La legge dell’amore trova proprio attuazione pratica nella loro accoglienza. Le situazioni scomode sono la cartina di tornasole per il precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso.

Il che non avviene solamente quando fa comodo o per qualche tornaconto personale, ma in tutte le situazioni in cui il prossimo è in difficoltà ed ha bisogno di amore.

Che il Signore ci guidi sempre nella giusta strada per saperlo riconoscere come il messia promesso.

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