11 febbraio 2012

Sollievo

V Settimana del Tempo Ordinario - Anno II


1 Re 12,26-32; 13,33-34; Sal 105; Mc 8, 1-10

 

Gesù ha compassione delle folle. Si prende cura di loro. Anche di noi.

Il suo instancabile ministero lo porta a contatto con molte infermità che fanno soffrire l’uomo e lo rendono schiavo. Soprattutto il peccato è la causa di tanto mal spirituale, che Egli elimina con la sua morte e resurrezione.

Le folle hanno fame e Lui le vuole sfamare moltiplicando i sette pani dei discepoli che sono lì. Tutto si può moltiplicare nello spirito della condivisione.

A cominciare dal pane eucaristico. Gesù si dona per cibarci col pane vero che viene dal cielo: il suo corpo e la sua carne gloriosi. Solamente così possiamo diventare come Lui ed avvicinarci alla via della grazie, mettendo da parte la nostra fragile e precaria condizione umana.

Questo gesto d’amore di Dio, che è sempre vicino al suo popolo, lo ricordiamo particolarmente oggi, festa dell’ammalato. L’unzione degli infermi un sacramento che, appunto, perdona i peccati e dona sollievo per le sofferenze fisiche.

Così Gesù, tramite i ministri consacrati, si rende loro vicino per donare forza interiore, necessaria per affrontare lunghi periodi di malattia.

Ma è necessario anche il nostro impegno e la nostra disponibilità.

Anche noi, allora, siamo chiamati a condividere quel poco che abbiamo. Gesù lo moltiplicherà e porterà sollievo a tanti.

Vincerà la nostra incredulità se invece di giudicare gli altri, per primi varcheremo le frontiere dei mali del mondo, a cominciare di chi c’è vicino, e ci rimboccheremo le mani per dare il nostro contributo di credenti, battezzati nel nome della Trinità.

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