29 gennaio 2012
Parole autorevoli
IV Domenica del Tempo Ordinario - Anno B
Dt 18, 15-20; Sal. 94; 1 Cor 7, 32-35; Mc 1, 21-28
Il vangelo di oggi, IV domenica del tempo ordinario, parla dell'autorità che Gesù dimostra nel predicare il Regno di Dio.
Egli non è come gli scribi ed i farisei, che impongono pesanti fardelli e sono lontani dalla gente, ma parla al cuore delle persone, senza appesantirlo e chiamandole per nome nel luogo dove vivono.
E' il figlio di Dio ed ha il potere di cancellare il male ed il peccato, che deturpa il volto dell'uomo.
Può allontanare da noi tutte quelle situazioni che ci rendono schiavi del male fisico e del peccato. Purchè riconosciamo anche noi la sua autorità e lo preghiamo come il Signore della nostra vita.
La sua autorità l'ha ricevuta da Dio stesso, perchè Egli è stato obbediente fino alla morte di croce, supremo abbandono nelle mani del Padre che lo ha liberato dalla morte con la Resurrezione.
Gesù ha predicato ciò che ha vissuto e che in eterno vive: l'amore di Dio. Per questo è venuto sulla terra: per ricondurci alla casa del Padre.
Egli fa parte della schiera di quei profeti che hanno parlato in nome di Dio, per annunciare la giustizia e la preferenza dovuta agli ultimi della terra, specchio del volto amareggiato del Padre.
Di quei profeti la cui unica predicazione è ciò che ascoltano da Dio, per invitare gli uomini alla conversione del cuore.
Proprio lì il Cristo vuole arrivare per donarci la conversione e per farci sempre riconoscere che è lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce (salmo 94).
00:00 Scritto da: vioroma in omelie domenicali | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
27 gennaio 2012
Regno che cresce
III Settimana del Tempo Ordinario - Anno II
2 Sam 11,1-4.5-10.13-17; Sal 50; Mc 4, 26-34
Spesso ci rammarichiamo perché non vediamo i risultati dei nostri sforzi. Pensiamo di aver sbagliato tutto perché i bilanci non tornano. Da un punto di vista mondano è un giusto ragionamento. Non, però, nella mente di Dio.
Il suo regno cresce indipendentemente dai nostri sforzi, dai nostri meriti, ma per sua natura, perché è frutto dell’Amore. Noi siamo chiamati a seminare la Parola. Sarà lei a produrre i frutti a tempo opportuno nei cuori delle persone.
È un seme che Dio custodisce. E che con il tempo diventa grandissimo: da un piccolo seme, quasi invisibile, un grande albero che da ristoro a molti.
La gratuità è la parola d’ordine di noi che volgiamo essere umili servi della vigna del Signore; la nostra unica ricompensa la soddisfazione di rimetterci alla volontà salvifica del Padre, che non esclude nessuno.
Il suo è un regno aperto a tutti gli uomini, in particolare a quelli di buona volontà, che vogliono operare il bene su questa terra,a vantaggio di tutti.
Gli egoisti, come Davide che pensa a soddisfare la sua passione, sono maledetti, perché impediscono al seme della giustizia di germogliare ed al regno di Dio di crescere nelle spine di questa terra corrotta.
Il pentimento è l’ottimo concime di questo seme eterno: Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità. Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro (salmo 50).
Ed è l’unica strada per ritornare a Dio ed al suo amore misericordioso, che non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva.
07:30 Scritto da: vioroma in omelie feriali | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: regno, seme, parola, pentimento, egoismo | OKNOtizie |
Facebook
26 gennaio 2012
Pastori
San Timoteo e Tito, Vescovi
santiebeati.it
La memoria odierna dei santi Timoteo e Tito, ci fa riflettere sul ministero della predicazione diretta del regno di Dio che Gesù ha affidato agli apostoli ed ai settantadue discepoli. La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe, ci ricorda il vangelo.
Un problema sempre esistito. Pochi sono coloro che lasciano tutto per il regno dei cieli. Anche se la chiamata di Dio è sempre presente. L’invito alla preghiera è tenere costante questa esigenza di ministri concreti del vangelo che guidano la messe. Ministri secondo il cuore di Dio.
Dobbiamo renderci conto di questa necessità per la chiesa ed esprimerla con fede a Dio.
Paolo ed i suoi collaboratori, Tito e Timoteo, hanno accolto la fede del vangelo e, ascoltato la chiamata del Signore, hanno seguito le sue vie. Sicuramente grazie alle comunità che li hanno generati alla fede, in base anche a quanto dice Paolo nella seconda lettera a Timoteo: Mi ricordo infatti della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Lòide e tua madre Eunìce, e che ora, ne sono certo, è anche in te.
La fede ha sempre a che fare con valori incarnati nella storia delle persone e delle comunità di appartenenza, dove si respira la carità fraterna. Se si vive la fede non mancano sincere vocazioni al ministero sacerdotale, alla vita religiosa, missionaria e familiare.
Per forza di cose la fede, se vissuta, genera nuove vocazioni per il Regno.
La nostra, dunque, sia una preghiera constante ed incessante al Signore affinché mandi operai per la sua messe per annunciare, col salmo 95, di giorno in giorno la sua salvezza, in mezzo alle genti narrare la sua gloria, a tutti i popoli le sue meraviglie.
20:01 Scritto da: vioroma in omelie di memorie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pastori, timoteo e tito, paolo, messe, operai, preghiera, comunità | OKNOtizie |
Facebook
25 gennaio 2012
Il converso
Conversione di San Paolo, Apostolo
At 22, 3-16; Sal 116; Mc 16, 15-18
santiebeati.it
«Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli di Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome».
Così dice il Signore di Paolo di Tarso, il grande persecutore, negli Atti degli apostoli. Egli si fida di lui, lo conosce e sa che la diffusione del vangelo può avvenire tramite questo fariseo della scuola di Gamaliele.
Incredibile la sua conversione!
All’improvviso vengono meno tutte le sue sicurezze e non vede più; il potente ha bisogno di aiuto. Sulla via di Damasco il Signore lo acceca con la sua chiamata e gli indica le persone adatte per condurlo alla fede.
Il perseguitato diventa il Signore della sua vita!
Al punto che Paolo inizia a predicare egli stesso il vangelo di Cristo, morto e risorto, a cominciare dalle scuole farisaiche, da cui proviene. Per poi rivolgersi ai gentili, dei quali è definito apostolo, per lo zelo della sua predicazione, che notiamo nelle lettere che ci ha lasciato.
Tutto frutto di un incontro.
Non dovrebbe essere anche per noi così? Se veramente accogliamo Gesù nel cuore, Egli sul serio ci guiderà verso la piena realizzazione di noi stessi. Anzitutto ci donerà la conversione per credere al vangelo e testimoniarlo nella nostra esistenza, come Paolo.
Forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura per sempre, ci ricorda il salmo 116. Questo dovremmo raccontare a tutti, soprattutto a chi è in difficoltà e fa fatica ad incontrare il Signore.
17:22 Scritto da: vioroma in omelie festive | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: paolo, conversione, farisei, gentili, vocazione | OKNOtizie |
Facebook
24 gennaio 2012
Fratelli
San Francesco de Sales, Vescovo e Dottore della Chiesa
2 Sam 6, 12-15. 17-19; Sal 23; Mc 3, 31-35
santiebeati.it
Nel regno di Dio una nuova prospettiva avvolge i discepoli di Cristo: essi non sono più fratelli e sorelle secondo la carne ma in una fratellanza universale, dove Dio è l’unico Padre. Non vigono legami di sangue ma vincoli di solidarietà fraterna che spingono alla comunione e al rispetto di tutti.
Gesù considera fratelli, padri e madri chi fa la volontà del Padre, in particolare chi si fa piccolo per riconoscere il primato del suo amore misericordioso.
Lui, il Figlio di Dio, appunto questo testimonia nella sua vita. Rispetta il padre e la madre terreni, ma li riconosce come collaboratori, anch’essi, del progetto di Dio che vede in Lui l’unico mediatore della nostra salvezza.
Proprio il suo sacrificio ci permette di vivere da fratelli per farci ritornare al progetto originario di Dio, dove prevale unicamente la legge dell’amore. In questa, come cristiani in particolare, dobbiamo crescere come forte segno di unità nel professare la fede nell’unico Padre di tutti che ci ha creati per amore.
Dobbiamo lasciarci prendere da quest’afflato divino ed innamorarci della sua presenza, così come è stato per san Francesco di Sales, di cui oggi facciamo memoria.
Egli non si è risparmiato per amore di Dio ed ha fatto di tutto per diffondere il vangelo in un’epoca ostile, quella della Riforma, dove aleggiano forti dubbi e perplessità. Lo si ricorda come una persona severa ma amorevole.
Che il suo esempio possa essere di incitamento anche per noi nel vivere oggi il vangelo e testimoniarlo come fratelli nell’amore vero e misericordioso.
17:01 Scritto da: vioroma in omelie di memorie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fratelli, sorelle, cristo, regno, piccoli, francesco di sales | OKNOtizie |
Facebook
Servo di Dio
ORA TERZA del 24.01.2021
Lettura Breve Ger 22, 3
L’invito del Signore di domenica scorsa: il tempo è compiuto convertitevi e credete al vangelo, sembra fare eco in questa lettura breve. Soprattutto nella figura di Geremia antesignano di Cristo per le sofferenze che ha dovuto affrontare nell’annuncio della Parola di Dio.
Una testimonianza forte, decisiva, che parte dal profondo del suo essere, come fuoco che invade il midollo delle ossa.
È proprio lì, infatti, nella nostra coscienza, che sempre deve avvenire l’incontro fondamentale con Dio, quello che ci permette di cambiare mentalità e accogliere il vangelo come l’ancora della nostra vita.
Il monito di questo piccolo brano, che Geremia rivolge ai capi della sua epoca, è valido anche per noi, che abbiamo un ruolo di responsabilità che ci chiama a essere buoni pastori del gregge a noi affidato, sul modello del pastore supremo che sgorga dal vangelo.
Il servizio, la giustizia e la prudenza i tre criteri che ci consentono di essere buone guide, nel prendere a cuore il bene altrui e servirlo; nel giusto rapporto con Dio i fratelli ed il creato; nel trovare strade giuste per tradurre in pratica questi buoni orientamenti.
Allora più che mai è efficace, oggi l’invito del Signore: venite dietro a me vi farò diventare pescatori di uomini. E’ lui quella guida che ci permette di vivere la nostra chiamata a essere ministri della sua misericordia.
La nostra risposta sarà quella che ci propone il salmo 118:
Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.
Non mi allontano dai tuoi giudizi, *
perché sei tu ad istruirmi.
Quindi, subito lo seguiremo e come Geremia non avremo nulla da temere perché il Signore è nostro re dai tempi antichi, ha operato la salvezza nella nostra terra (Salmo 73) e sicuramente ascolterà il grido della nostra preghiera di abbandono alla sua volontà.
07:32 Scritto da: vioroma in Liturgia delle ore | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: geremia, terza, testimonianza, signore, capi | OKNOtizie |
Facebook
17 gennaio 2012
Il monaco
II Settimana del Tempo Ordinario - Anno II
Sant’ Antonio Abate
1 Sam 16, 1-13; Sal 88; Mc 2, 23-28
santiebeati.it
«Se vuoi essere perfetto, va’,
vendi quello che possiedi,
dallo ai poveri e seguimi»,
dice il Signore.
L’antifona alla comunione odierna ci dà spunto per cogliere la portata della scelta di Sant’Antonio Abate, di cui oggi facciamo memoria.
Egli è il padre del monachesimo, perché ad un certo punto della sua vita decide di lasciare tutto per ritirarsi nel deserto, dedicando la sua vita unicamente al lavoro ed alla contemplazione, in assoluto silenzio. Mette così in pratica proprio il comandamento del Signore.
Infatti, dopo aver pensato ad una sistemazione per la sorella, vende tutti i suoi beni, lì dà ai poveri e poi segue il Signore.
Una scelta radicale che anche altri seguiranno e che nel corso dei secoli ha trovato espressione in vari ordini religiosi. Un’ispirazione divina che trova terreno fertile in chi incontra sul serio il Cristo ed abbraccia la novità del suo vangelo, che mette al centro la dignità dell’uomo.
Ci ricorda oggi il vangelo, appunto, che il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! A ricordare che al primo posto va sempre l’amore a Dio ed al prossimo.
Un simile amore aiuta a scoprire la propria vocazione ed a realizzarla nell’obbedienza e nella preghiera.
La scelta di Antonio è in questa linea: vivere una forte esperienza di preghiera per lasciarsi plasmare dal Signore nel vincere le tentazioni del male, che nel deserto sono più forti ed insidiose. Un’avventura offerta anche per tutto il mondo, come ancora oggi i monaci fanno.
Anche noi dovremmo sempre coniugare la preghiera con il servizio attivo all’uomo, nostro prossimo.
10:53 Scritto da: vioroma in omelie di memorie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: monachesimo, perfezione, amore, preghiera, deserto, tentazioni | OKNOtizie |
Facebook
16 gennaio 2012
Sacrificio di lode
II Settimana del Tempo Ordinario - Anno II
1 Sam 15, 16-23; Sal 49; Mc 2, 18-22
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
Questi versi del salmo 49 richiamano l’attenzione sul vero culto che fa piacere a Dio. Non tanto il sacrificio di tori ed agnelli, quanto la lode ed il sacrificio della propria vita, con le sue gioie e sofferenze.
Questo è vero ancora di più con la venuta del Messia, perché Egli ha eliminato una volta per tutte gli antichi sacrifici offrendosi Lui stesso a Dio Padre per il nostro riscatto. E noi, uniti a Lui, offriamo il nostro cuore con le sue intenzioni ed i suoi propositi.
Gli otri nuovi e la nuova stoffa, di cui oggi parla il vangelo, si riferiscono appunto a questo: alla vita nuova del vangelo che Gesù ha inaugurato con la sua morte-resurrezione. La vita divina non è più lontana da noi, ma è nel nostro cuore; non più come un riflesso della condizione paradisiaca ma come una viva realtà che ci fa tempio del Dio vivente.
Con l’obbedienza alla sua voce, possiamo vivere questa misteriosa verità come una condizione fondamentale della nostra esistenza, la quale ci permette di vivere felici, perché pieni di quella gioia vera che viene dall’alto.
I digiuni ed i sacrifici hanno valore solamente se orientati all’incontro con Cristo, la base della nostra fede. Gesù, uomo-Dio, è l’unico mediatore che può innalzarci alle altezze del cielo e farci vivere già, se non pienamente, nel Paradiso.
Che questo incontro possa rinnovarsi tutti i giorni del nostro soggiorno terreno.
15:54 Scritto da: vioroma in omelie feriali | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sacrifici, lode, preghiera, obbedienza, messia | OKNOtizie |
Facebook
11 gennaio 2012
Giornata tipica
I Settimana del Tempo Ordinario - Anno II
1 Sam 3, 1-10. 19-20; Sal 39; Mc 1, 29-39
Gesù comincia la sua attività messianica attuando ciò che i profeti dell’Antico Testamento avevano detto di Lui: guarendo e sanando tutti per il bene comune.
La sua giornata tipica è proprio quella di essere continuamente a contatto con le folle per portare loro la salvezza.
Come per la suocera di Pietro. Affetta da febbre è guarita da Gesù e subito si mette a suo servizio. Ecco il senso della guarigione evangelica: riavere la possibilità di rialzarsi e riprendere a vivere per disporsi a servizio di Dio e del prossimo. Rispondendo così alla chiamata divina.
Ma, oltre queste attività esteriori, importante per Gesù è il colloquio con il Padre nella preghiera. Passava lungo tempo, soprattutto di notte, in meditazione per capire la volontà di Dio Padre ed attuarla nella carità.
La vocazione di Samuele, nella prima lettura, ci ricorda appunto che Dio non può parlare al nostro cuore se non ci rendiamo liberamente disponibili a collaborare con Lui. Parla Signore che il tuo servo ti ascolta, la risposta di questo giovane, è di emblema per tutti noi cristiani.
Se vogliamo metterci alla sequela del nazareno, dobbiamo saper ascoltare la voce del Padre che sempre di dice di rivolgerci a Lui per avere la forza di rispondere alla chiamata e, nello Spirito, essere eucaristia vivente, nella forza dell’amore vero ed oblativo.
La nostra preghiera sia allora, con il salmo 39:
Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo.
12:31 Scritto da: vioroma in omelie feriali | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pietro, gesù, guarigione, servizio, preghiera | OKNOtizie |
Facebook
09 gennaio 2012
Chiamata e risposta
I Settimana del Tempo Ordinario - Anno II
1 Sam 1, 1-8; Sal 115; Mc 1, 14-20
Il battesimo di Gesù al fiume Giordano, che ieri abbiamo celebrato, segna l’inizio della sua vita pubblica, legata all’annuncio diretto del Regno di Dio.
La prima cosa che il Cristo fa è chiamare i suoi diretti collaboratori. Cominciando da Andrea, prima discepolo di Giovanni, e Simone suo fratello. È Lui che li chiama e va nel loro luogo di lavoro per indirizzarli verso una missione più ampia: la pesca degli uomini.
La risposta è repentina, proprio perché già conoscono Gesù, lo hanno già incontrato. Egli gli dà loro una nuova possibilità, purché lo seguano e lo riconoscano come maestro capace di farli diventare pescatori di uomini.
Dio manda suo Figlio sulla terra perché, nella sua misericordia, vuole salvare gli uomini. Ma ha bisogno di collaboratori, quelli stessi che annunceranno il vangelo ad ogni creatura di tutto il mondo, dopo la sua ascensione al cielo.
Anche noi siamo chiamati, da questa pagina evangelica, a divenire pescatori di uomini. A mettere a disposizione di Dio le nostre reti, quello che abbiamo, per aprire il nostro cuore alla lode e al ringraziamento, così da splendere come luce per chi ha perso speranza.
La nostra risposta di fede, anche, dovrebbe essere immediata, come quella dei pescatori di Galilea, e scaturire dell’incontro con la Parola e il pane di vita. In particolare è nell’Eucaristia domenicale che incontriamo il risorto e ogni giorno facciamo rifiorire il suo amore nel nostro cuore con la preghiera e la misericordia.
Egli, in questo modo, ci indica la strada da percorrere.
11:28 Scritto da: vioroma in omelie feriali | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: battesimo, giordano, vita pubblica, gesù, andrea, simone, apostoli | OKNOtizie |
Facebook



